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Sul sidro, in Italia, ci portiamo dietro un bel po’ di malintesi.
Lo abbiamo dimenticato, sottovalutato, scambiato per una cosa che non è.
Eppure si tratta di una delle bevande più antiche che ci siano e che, laddove è fatto come si deve, è roba che merita lo stesso rispetto di un buon bicchiere di vino.

Vale la pena quindi rimettere le cose a posto.

Il vino dei barboni

Ma l’avete mai assaggiato?

Se lo chiedeva Maccio Capatonda qualche anno fa in uno spot, parlando di Tavernello.

Quella campagna, provocatoria e intelligente, rientrava nel piano di rebranding del marchio, da sempre percepito come di scarsa qualità.

Nuovo logo, nuovi colori e nuova strategia comunicativa per affermare che Tavernello è buono, sincero, italiano, niente di più.

Ancora nel 2026, lo stand di Tavernello è stato tra i più visitati di Vinitaly; Nino Frassica è il testimonial del marchio; L’impatto visivo del packaging è ulteriormente migliorato. Ma soprattutto, Tavernello continua ad essere il vino che vende di più in Italia.

 Nel frattempo noi siamo ancora lì a chiamarlo il vino dei barboni.

Al termine di una tappa del Giro d’Italia del 2022, Mathieu Van Der Poel, fresco vincitore, posta una foto mentre si mangia una pizza margherita. Qualcuno commenta che ci vorrebbero delle olive, lui risponde che preferirebbe dell’ananas, scatenando una caterva di commenti perculanti, il cui senso è: no Mathieu, non in Italia.

il presidente islandese Gudni Johannesson, nel 2017 dichiara durante un'intervista di odiare la pizza con l’ananas e che se potesse la vieterebbe. Deve poi rassicurare tramite post Facebook che quel potere non rientra nelle sue prerogative costituzionali.

Una birra nata “per colpa” dei ciclisti

Con il Tour de France che macina chilometri sotto il sole, anche a noi è venuta voglia di dedicarci un po' al ciclismo.
Certo, potremmo parlarvi del nostro rapporto peso - potenza, di ruote ad alto profilo, delle cento vittorie in carriera di Pogacar o di quella volta che abbiamo spinto Cipollini su per il Mortirolo. Ma noi, a queste minuzie tecniche, preferiamo argomenti più rinfrescanti, anche perché al Tabernario è arrivata la spettacolare Radler di Mönchshof.

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